Pace a tutti fratelli e sorelle sono Angela De Amicis di Avezzano (L’Aquila). Era il 1982 quando per la prima volta mi parlarono di Mamma Lucia. Il mio cuore palpitò e all’invito della Creatura di Dio dissi subito di sì. Avevo dal 1980 un problema alle spalle, era una malattia grave, fui operata e dopo feci anche quaranta terapie, ma non risolsi il problema. Stavo sempre male, avevo dolori alla schiena, allo stomaco e un po’ dappertutto, passavo le mie giornate quasi sempre a letto. Un giorno dovevo andare a visita da un altro dottore, la mia custode (la mamma terrena) piangeva e mentre mi stavo preparando, arrivò a casa un nostro parente che conosceva Mamma Lucia. Ci disse di non piangere più e ci parlò di Mamma Lucia e disse di andare da Lei e che se ci mettevamo un po’ di Fede, Mamma ci avrebbe aiutato. Arrivai da Mamma Lucia quando da poco si era trasferita da Torre Mileto a Pila Rossa, entrai per la prima volta nella Casetta delle Grazie al Cospetto di Mamma, fu tale l’emozione che mi si formò un groppo alla gola, non riuscivo a parlare. Fu Mamma a stringermi fra la Sue Sante Braccia dicendomi: “Ma che mi vuoi dire, …dell’operazione?” io Le risposi “Si” e Lei” Non ti stare a preoccupare figlia Mia che l’operazione è andata tutta bene, però hai lo stomaco infiammato, il fegato ingrossato, un po’ la schiena…, ma non ti preoccupare ci pensa Mamma”. Piangendo sono uscita dalla Casetta delle Grazie e appena fuori mi sentii come una farfalla, ero guarita! Il mio non era un camminare, mi sembrava di volare, quasi non riuscivo a credere di sentirmi così bene. È da allora che la Mamma non l’ho lasciata più. Quante Grazie che ho ricevuto, quante volte mi ha sostenuto nei momenti di bisogno, sempre è stata presente in ogni attimo della mia vita. Ricordo che un giorno di circa dodici anni fa, la mia custode, aveva circa 90 anni, stette molto male, la portammo in ospedale ad Avezzano, dove entrò con codice rosso e la portarono subito in sala rianimazione. Andavamo in ospedale nell’orario di visita previsto per la terapia intensiva e dopo pochi giorni, con nostra grande meraviglia, non era più in terapia intensiva ma la trovammo nel reparto in una cameretta insieme con un’altra paziente. Notai subito che il volto della mia custode era stranamente luminoso, pieno di Luce e mi disse: “Angela, stanotte ho sognato Mamma mi ha portato al Paradiso! Mi ha ridato la Luce!” e ci raccontò di quanto era stata bella per lei quella notte. Grazie Mammina del Cielo! Grazie per quella notte di Paradiso che hai donato alla mia custode, insieme alla Tua Luce gli hai ridonato la vita. Non vi dico la meraviglia dei dottori, per il fatto che si era ripresa da una situazione per loro chiaramente senza ritorno. Dopo un po’ di giorni di terapie in ospedale, le diedero delle medicine da prendere a casa e la dimisero. Dopo qualche giorno, con mio stupore, mi telefonò il primario dell’ospedale e mi disse; “ Signora posso venire a casa sua a vedere sua madre?”Il primario che mi chiede di venire a casa mia? Il primario! Figuriamoci, dissi subito: “Come no professore, venga, la casa è aperta” e lui: ”Perché …sa, è un caso un po’ …, non ve lo so spiegare neanche io”, ed io; ”E vabbè, venga professore”. Quando venne a casa, la mia custode stava bella, come una rosa. La visitò con grande attenzione, poi, perplesso, mi disse che non si riusciva a capacitare come, nel suo stato, era riuscita a venir fuori da una situazione per lui irreversibile e disse chiaramente che lui ormai l’aveva considerata spacciata. Gli dissi io: “Guardi professore che ci sta pure Dio!” All’evidenza del suo non credere, ringraziai ancora in cuor mio Mamma Lucia per aver Donato Grazia alla mia custode di poter vivere ancora. Grande è la Misericordia di Dio Padre che ci ha donato la Sua Diletta Sposa, Mamma Maria Lucia, scesa sulla terra per donare Luce a tutti i Suoi figli. Beato chi attinge a quella Luce e mette in pratica i Suoi Santi insegnamenti.